Ciao raga:
Tappa da tregenda.....lunghezza 120 km con due passi uno a a 4.800 metri circa e un'altro a 5.300 metri il famoso Taglan La. Il primo passo lo facciamo risalendo l'ampia valle ...tutto sterrato. Li solita foto piccolo ristoro e giu' in un'altra valle altrettanto ampia e altrettanto diversa. Questa e' la particolarita' del Ladakh : la diversita' del paesaggio nel passare da una valle all'altra. Di qui sono passati personaggi storici famosi quali Gengis Khan, Caberlano e Marco Polo. Qui in valle e' tutto un "mangia e bevi" in termine ciclistico con un continuo su e giu' fino ai piedi del Taglen La che arriviamo alle ore 1.30 PM. giovanni giustamente pone il quesito se e' meglio affriontare il passo domani o adesso considerando che per arrivare al campo base ci mancano ancora 40 km di salita e 35 km di discesa e che alle 6.00 PM e' scuro.
Discussioni poi tutti dicono che e' meglio partire. La salita e' lunga ma non e' molto dura solo che di mezzo c'e la ridotta presenza di ossigeno che atorpisce i pomoni e i muscoli.
E questo e' il maggior problema. La maggior parte dei raiders ha portato a termine l'impresa tranne Franceesco ancora con il mal di montagna, Federica, Cristina, Filippo, Guido Bormio, Remo che accusa un male al ginocchio ed...io. A 7 km dalla vetta mi si e' spenta la luce.......e sono salito sul pullman. Dietro a me avevo Guido che arrancava accompagnato da Nico che lo incitava a non mollare, davanti a me avevo Giorgio testardo e caparbio agganciato alla sua bc deciso di arrivare in cima. Gli altri tutti molto piu' avanti. Ad un certo punto Guido ha ceduto e Nico mi ha raggiunto e mi ha detto di insistere e di non mollare. Ho seguito il suo consiglio per un po' poi e' scesa la notte dentro di me.....finita la benzina.....ho messo insieme alcune riflesssioni....domani e' un'altro giorno...no devo domostrare niente a me stesso e men che men agli altri, non arrivo sul passo prima delle 6.00PM e quindi quasi scuro, poi devo scendere per 35 km su una strada che non conosco con una lucetta sulla testa (quella regalatami dal caro Filippo) con un fondo stradale disseminato di buche e devastate dalle gelate....no no e' meglio fermarsi. Siamo arrivati al passo e subito dopo sono arrivati al passo la Piera che e' una dura come il suo nome, il Paolo e Michele....grandissimi....alcune foto su il kway e la lucella e giu' per 35 km....non e' facile.Al passo la temperatura era vicina alle zero e c'era un vento fortissimo. Sono arrivato al KB (campo base) che avevo problemi fisici impellenti, risolti i quali, mi sono velocemente cambiato e mi sono infilato nel SAP alle ore 7.30 PM dal quale non mi sono piu' mosso fino alle 6.00AM del giorno dopo. Ho saltato la cena e il consueto briefing tanto era la stanchezza e il freddo accumulato e il poco dormire dei giorni precedenti. Carinissimo Dario mi ha portato una scodella di sopa: buona, squisita e calda....favolosa che ho ingurgitato in un attimo.
Alle 2.15 AM del giorno dopo mi sveglio di soprasalto perche' mi sembrava ovessi vomitare....ma cosa se in tutto il giorno ho mangiato poco piu' di una sopa! Mi sono seduto fuori al freddo ed ho aspetto li' gli eventi per circa 30 minuti. Nel mentre passa Giorgio chiedendomi ragione del mio stare fuori....lo erudisco e lui va per le sue cose...Rientro nella camera. Anche qui come tutti i giorni precedenti non c' e corrente, telefono, non c' e acqua calda. Pazienza....siamo in culo al mondo! Quello che mi scoccia un po' e' che il GPS e' scarico avendo solo 8.00 ore di autonomia e pertanto non potro' rilevare le traccie del percorso, ne' la quota, ne' la distanza percorsa ne' bla, bla, bla... per la video camera ho due batterie e la sto usando con parsimonia specialmente la video. Uso di piu' la camera fotografica.
Per quanto riguarda i paesaggi attraversati essi sono di quanto piu' esagerati mai visti: c'e un corollario di vette che ti acompagnano che si innalzano con continuita' e che svettano tra i 6.000 e i 7.000 metri su vastevalli di formazione sabbiosa sulla quale cresce una rada vegetazione e dalla quale trovano nutrimento mandrie di pecore. In questa ultima valle abbiamo visto mandrie di asini selvatici che solllevavano un gran polverone e abbiamo visto un raro esemplare di gru, in via di estinzione, dal caracteristico collo nero.
sabato 18 ottobre 2008
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